| La bellezza di un paese tropicale è il clima che rende la natura un evento straordianrio. I tropici sono un paradiso verde. Il caldo, l’umidità, l’abbondanza di acqua generano una vegetazione straordiaria che non esiste altrove. L’uomo pero’ si deve abituare, specialmente nella cosidetta stagione secca. A fine ottobre smette di piovere e se fino a febbraio la temperatura è quasi gradevole, poi la colonnina di mercurio comincia ad alzarsi fino a sfiorare i 40 gradi, l’umidità cresce tanto che sembra difficile respirare. Siamo in Aprile, il picco della stagione secca, il caldo è insopportabile. In questo periodo le scuole chiudono e noi alla parrocchia facciamo i nostri campi estivi con i ragazzi. Quest’anno abbiamo iniziato il due aprile e abbiamo terminato il 29, abbiamo trascorso un mese insieme a 47 ragazzini che si sono preparati a ricevere i sacramenti. È stata una festa. In un paese dove i cattolici sono una piccola minoranza è stato straordinario sentire tanti ragazzi rallegrare i pochi spazi della parrocchia. Bangkok è una città enorme e le aspettative dei genitori a proposito dei figli sono, a volte, sproporzionate. I bambini vanno a scuola dall’età tre anni e questo non sarebbe un gran problema se non fosse per il fatto che già a quell’età inizia la competizione: si deve imparare a scrivere meglio delgli altri, a leggere meglio degli altri, si deve dimostrare piu’ creatività degli altri... insomma uno stress esagerato e, poi, se non bastasse una giornata spesa a scuola, il sabato e la domenica ripetizione. È quasi un miracolo vedere i ragazzini a messa o in parrocchia per le attività, ma quest’anno, sotto una calura incredibile, ci siamo divertiti. I nostri ragazzi hanno lasciato a casa computer, i-pod, i-pad, videogame e telefonini vari e hanno avuto tempo di giocare e, attraverso il gioco, imparare i rudimenti della nostra fede. Le prime comunioni sono state una bella festa, ci hanno ricordato che il nostro mondo è, certo, competitivo, ma bisogna non dimenticare mai che noi siamo umanità e per questo abbiamo bisogno di un incotro vero con l’altro e ... con Dio. |