Una famiglia missionaria

Una famiglia missionaria

Ormai da un anno padre June Ongat ha lasciato Bangkok, dove si occupava di situazioni marginali, ed è stato trasferito in una parrocchia di provincia. Dirige oggi il Centro Hmong di Lomsak, una realtà legata all’etnia hmong stanziata, per lo più, al Nord della Tailandia. Il Centro Hmong produce dei reportage radiofonici trasmessi in tutto il Sud-Est asiatico. Padre June ha gente specializzata che lo aiuta nella produzione e lui puo’ occuparsi anche della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Petchabun. La chiesa non è molto grande, ma la casa e lo spazio intorno alla chiesa è composto di vari edifici che padre June utilizza come uffici del Centro e per l’ospitalità.

L’esperienza interessante e nuova è il suo approccio alla missione. Padre June concepisce la parrocchia come una grande famiglia ed ha in mente lo stesso modello di relazioni che si trovano nei villaggi di montagna, da dove proviene. La vita in questi villaggi è molto semplice ed è caratterizzata da una grande interdipendenza, i contatti interpersonali sono molto frequenti perchè la gente vive in un’area ristretta. L’economia, poi, non ha gli stessi canoni delle moderna economia cittadina dove ad una prestazione si percepisce un salario, nei villaggi il lavoro si svolge insieme e cio’ che sostiene questa economia è lo scambio di prestazioni, la collaborazione, quindi.

Il contatto frequente, dovuto ad una forte collaborazione, genera relazioni più strette, quasi famigliari, ed ecco perchè il clima nei villaggi è così unico e singolare. Padre June ha riprodotto questo clima nella sua parrocchia. Non ha una comunità di vita religiosa, è l’unico oblato che vive nella casa, ma ha una comunità di persone che hanno trovato accoglienza in parrocchia: una famiglia di vietnamiti rifugiati, due ragazzi cambogiani, uno dei quali ha la madre in prigione, tre dipendenti hmong che lavorano al Centro e poi ci sono i collaboratori più stretti che vanno e vengono e aiutano nelle attività parrocchiali.

Tutti hanno un loro ruolo e un loro impegno, in parrocchia, e qui hanno creato un luogo accogliente e ben funzionante. Padre June organizza l’attività di evangelizzazione e tutti collaborano secondo i loro ruoli. Il clima è di famiglia e le diversità non creano tensioni, ma sono una opportunità per tutti  e il lavoro porta frutto perchè è svolto con impegno.

L’esperimento di padre June è molto interessante perchè radicato nella cultura tailandese, specialmente la cultura dei villaggi di montagna e, anche se non puo’ certo essere riprodotto nelle differenti aree dove gli oblati lavorano, nondimeno rimane uno stimolo e una sfida per tutti. I laici sono, a loro modo, parte attiva dell’evangalizzazione. Non ci sono grandi teorie o profondi studi dietro l’esperimento di padre June, solo una bella esperienza personale di cominità credente in una sperduto villaggio e montagna e tanto amore per chi non ha un posto dove andare o non ha i soldi per arrivare a fine mese.