Una comunità raccolta intorno al suo prete

Una comunità raccolta intorno al suo prete

Si riparte! Dopo nove anni finalmente gli Oblati di Maria Immacolata della Delegazione di Tailandia e Laos hanno un nuovo prete: Udomsak Dehaer, un giovani Karen di Chiangmai che, dopo aver concluso il corso di filosifia in Tailandia, ha completato gli studi di teologia in Filippine immerso in una chiesa vivace e attiva.

L’ordinazione, iniziata alla 10.00 di sabato 29 giugno nella cattedrale di Chiangmai e si è svolta in un clima di gioia e di grande partecipazione di popolo. La cattedrale era gremita di Karen con i loro vestiti colorati e l’entusiasmo tipico dei neofiti. La chiesa di Chiangmai è una chiesa giovane e vivace che ha il più alto numero di conversioni in tutta la Tailandia. La maggior parte dei nuovi cristiani è appunto Karen, cioè membri di una delle più importanti tribù delle montagne – sono quasi 1,5 millioni – stanziata tra Tailandia e Myanmar.

I preti presenti, venuti da tutta la diocesi e da molte parti del Paese, erano quasi 200, raccolti attorno a 6 ordinandi tra cui il primo di etnia yao. L’altissima cattedrale, che all’interno è un grande cubo un po’ disadorno, a stento conteneva i canti di un popolo in festa per i suoi sei giovani che, ancora una volta, testimoniavano l’aspetto tipicamente missionario della diocesi di Chiangmai.

La celebrazione è stata, solenne e ben preparata, si sentiva che il dialogo tra gli ordinandi e il vescovo di Chiangmai, Francis Xavier Vira Arpondratana, non era solo un rito millenario, e un po’ formale, ma l’impegno di uomini pronti a dare la loro vita al servizio della comunità cristiana. Allo stesso tempo si percepiva che questa comunità era fiera di loro e pronta ad accoglierli. Dopo la celebrazione padre Udomsak è partito per il suo villaggio, un viaggio di circa quattro ore in mezzo a splendidi paesaggi montani, per preparare la prima messa.

Fr. Udomsak viene da Moenggnam – la bella città – un piccolo villaggio del Triangono d’oro dove alcuni grandi popoli dell’Asia – thai, birmani e cinesi – vivono fianco a fianco da generazioni. È figlio di contadini e con i suoi 4 fratelli ha condiviso una vita semplice, per non dire frugale. Come loro, fin da bambino, ha sempre contribuito al lavoro di casa: preparare e arare la terra per la semina, prendersi cura dei campi durante il periodo della crescita del riso, mietere e conservare il raccolto nel piccolo granaio di casa, allevare gli animali che contribuiscono alla dieta della famiglia.

Il villaggio di padre Udomsak è un gruppo di case assiepate lungo la strada che porta al confine con il Myanmar, è una comunità di gente che si conosce da sempre e da sempre condivide le fatiche e le gioie della vita quotidiana. Insieme vanno a piantare il riso e insieme si allineano per la raccolta, insieme celebrano le feste sacre e profane. La famiglia di padre Udomsak ha accolto gli ospiti che arrivavano da Chiangmai con la cena tipica delle grandi occasioni, hanno ucciso i maiali, hanno preparato il famoso laapmuu e hanno servito anche della birra che mai deve mancare nelle occasioni di festa. Gli invitati si sono sentiti subito a casa.

Il mattino di domenica 30 giugno la processione è partita da casa di padre Udomsak ed ha raggiunto una chiesa preparata a festa; non c’erano banchi o sedie, tutti si sono seduti per terra ed hanno riempito ogni angolo della grande sala. Il neocelebrante era teso ed un po’ impacciato, ma tutto si è svolto con precisione liturgica, alla fine della messa c’è stato il momento più intenso, quasi commovente, quando padre Udomsak ha raccontato come si è sentito chiamato alla vita religiosa e missionaria. L’espisodio che maggiormente ha segnato la sua vocazione è stata la scelta difficile e travagliata, di rimanere al seminario quando il padre lo avrebbe voluto al villaggio per arare i campi per la semina. Un taglio netto che ha vissuto con apprensione, ma che gli ha fatto capire come la vita missionaria  sia un impegno irrevocabile che non lascia molto spazio a mediazioni o compromessi:  “Il missionario – ci ha detto – è colui che non ha più legami indissolubili se non quello con il Cristo che lo ha chiamato e lo guida, nel suo cammino trova dei fratelli con i quali condivide un pezzo di strada, ma poi continua nel suo viaggio. Il distacco dalle persone che si incontrano e si amano non è indolore, anzi, è forse la sfida più grande della mia missione, ma questo è quello al quale sono stato chiamato, è quello mi sento di fare”. La gente che gremiva la chiesetta ascoltava in un silenzio interrotto solo da qualche risata di affetto alle battute di un uomo semplice che tocca il cuore delle persone.

È stato straordinario vedere come questa giovane chiesa, la chiesa di Chiangmai, la chiesa di questi piccoli villaggi di montagna, riproduca la bellezza della chiesa delle origini, una chiesa semplice, entusiasta, radicale e missionaria.

Padre Udomsak sarà al servizio della Delegazione di Tailandia e Laos come coranemnto di un lungo periodo di formazione in Tailandia a all’estero.