Workshop sulla Spiritualità Oblata

Workshop sulla Spiritualità Oblata

Qualche mese fa, durante un incontro al nostro Centro Missionario di Lomsak, padre Joe, reduce dall’Esperienza de Mazenod ad Aix, si chiedeva come mai le persone che lavorano con noi non conoscono la spiritualità oblata nè l’esperienza del nostro Fondatore. La risposta era semplice, noi oblati lavoriamo per la missione, spesso in zone difficili, con impegno e dedizione, ma abbiamo quasi pudore a parlare di noi e della nostra spiritualità. Avevamo scoperto il problema, trovato le ragioni, ora, la soluzione sembrava ovvia: Raccontare chi sono gli Oblati di Maria Immacolata.

Il 19 ed il 20 agosto abbiamo organizzato il primo di alcuni incontri di formazione per I nostri catechisti e le persone che lavorano con noi. All’appuntamento si sono presentate una trentina di persone: Hmong, Thai, Lao, provenienti dai villaggi dove lavoriamo. Noi avevamo due semplici obbiettivi: far fare ai nostri collaboratori un’esperienza di famiglia, famiglia oblata e consegnare loro la spiritualità di Eugenio perchè potessero toccare con mano la bellezza della missione. Tutto questo doveva avvenire attraverso attività nuove, un po’ fuori dagli schemi.

La presentazione del Fondatore è stata una scoperta per i nostri amici perchè hanno capito che la santità di Eugenio de Mazenod è alla portata di tutti, il suo rapport con Dio non era diverso dal nostro, Dio chiama anche noi, attraverso il linguaggio della vita, come ha chiamato lui e questo linguaggio può essere di facile comprensione oppure talmente oscuro da richiedere anni per essere decifrato.

I nostri collaboratori, spesso persone semplici, erano entusiasti delle attività e, armati di carta e penna, si lamentavano perchè le slide scorrevano troppo velocemente e loro non riuscivano a prendere appunti. Era bello vederli, durante l’attività di approfondimento, impegnati a rileggere con diligenza quello che avevano annotato e rispondere con precisione alle domande.

Durante l’incontro la casa degli Oblati era diventata la loro casa ed erano felici di prendersi cura della pulizia e dell’ordine degli ambienti; anzi, questo piccolo impegno era un straordianrio modo per socializzare ed entrare in relazione con gli altri. Si respirava un’aria di famiglia e la condivisione di esperienze metteva in risalto la gioia di trovarsi insieme, in un modo giocoso certo, ma intimo e profondo. “Non immaginavo che voi Oblati foste una congregazione cosiattiva”… “E’ stato bello trovarsi insieme e scoprire come noi siamo il frutto della chiamata di Eugenio de Mazenod” mi ha detto kruu Na. “Avevo ricevuto il libretto sulla vita di Eugenio, ma non lavevo mai aperto – mi ha confessato kun Yin – ma quando vado a casa voglio leggerlo con attenzione, non pensavo che il vostro Fondatore fosse cosistraordinario”. Sentire queste affermazioni e essere partecipi del clima di fraternità che si era creato in quei due giorni è stata una sorpresa anche per noi, forse un piccolo dono di sant’Eugenio, un incoraggiamento a vivere con maggiore impegno la nostra spiritualità e con piu’ entusiasmo la nostra missione.