Congresso della Delegazione di Tailandia e Laos

 

La festa di Sant Eugenio, il 21 maggio, è stata un momento importante per noi della Delegazione di Thailandia e Laos non solo perchè abbiamo avuto il nostro Congresso, ma soprattutto perchè abbiamo celebrato insieme il 25esimo anniversario di vita religiosa di padre Domenico, padre Prasong ed il 50esimo annoversario, sempre di vita religiosa, di padre Paolo. Dopo l’omelia anche tre dei nostri scolastici, Nopadon, Narongrit and Udomsak, hanno rinnovato I loro voti.IMG_1653m

La celebrazione è stata molto semplcie, come noi Oblati sappiamo fare, ma ci ha ricordato che la fedeltà è, veramente e soprattutto, un dono di Dio. Lui ci è venuto incontro con la sua chiamata e noi lo abbiamo accolto con il nostro confusi “si”. Tutte e tre abbiamo riconosciuto che Lui è fedele e la sua pazienza ci ha dato il tempo di rialzarci sempre.

Anche il Congresso è stato un evento importante soprattutto perchè ci ha aiutato a riscoprire il nostro bisogno di conversione. Solo chi è radicato in Cristo può vivere la sua consacrazione e portare frutto nella missione. Riflettendo un po’ più a fondo su questa parola, conversione, ci siamo resi conto che non la comprendevamo allo stesso modo ed il programma di vita che essa suggerisce era come un libro che si ha sempre voglia di leggere, ma che rimane, inpolverato, nello scaffale. La mancanza di conversione e di una forte spiritualità condivisa rende le nostre idee, i nostri impegni, il nostro correre tutto il giorno un ammasso di particelle che non si raccolgono mai, in modo ordinato, intorno ad un unico centro di gravità.

Abbiamo intravisto come la conversione e la comunione vanno di pari passo. Conversione è tornare a Dio, ascoltarlo attentamente per essere uno con Lui, ma conversione è anche tornare al fratello, ascoltarlo e cercare di capirlo per poter camminare insieme e condividere il grande sogno che Dio ci ha consegnato. Conversione  è accettare la difficile impresa di un dialogo vero e profondo con l’altro.

Il nostro Congresso e’ stato un’opportunità per sederci intorno ad un tavolo e condividere il nostro amore per la Congregazione, per I poveri che Dio ci ha affidato, condividere il nostro desiderio di fare spazio al fratello nel nostro cuore secondo il carisma di Eugenio, ci ha fatto altresi capire che la strada è ancora lunga e va percosa con ficucia certo, ma anche con molta umiltà .