Chiangkan, un angolo di tradizione

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Chiangkan e’ una cittadina di provincia adagiata sulla riva del grande Mekhong river che dall’Himalaya raggiunge, dopo una corsa di 4,200 km, il mare della Cina. Chiangkan non ha un’importanza strategica, non e’ conosciuta per la sua florida economia, ma la sua caratteristica principale e’ di avere ancora una parvenza tradizionale.  Le vecchie botteghe di legno sono state svotate da ogni mercanzia e riempite di sedie e tavolini, la grande porta che da sulla strada principale e’ sempre aperta e sul lato opposto della grande sala e’ stato istallato un ballatoio, con vista sulle fiume color cioccolato.
La sera dopo il tramonto si accendono le luci dei piccoli negozi che vendono ogni genere di cianfrusaglia e la gente si riversa sulla strada armata di Iphone e di cavalletto per i “selfies”. E’ un’atmosfera da sagra paesana che violenta  ogni sera la tranquillita’ di una cittadina straordinaria nei giorni di bassa stagione.

Alle dieci di sera le luci si spengono e si ritorna nella piccolo casa con vista sul fiume. Alle cinque del mattino pero’ un altro appuntamento importante con i monaci che escono dai loro antichi monasteri per la questua. E’ uno spettacolo straordinario che riporta al centro della tradizione e della vita civile in Thailandia. Le processioni dei monaci ricordano un mondo antico, rurale, fatto di fede tradizionale e un po’ superstiziosa, forse, ma certo radicata e piena di senso. Fare il “Thambun” e’ accumulare meriti per la prossima reincarnazione che avvicina sempre più al “Nirvana”, uno stato di pace perfetta e di luce piena.

Questa atmosfera si respira solo un attimo prima dell’assalto dei principianti reporter che, armati dei soliti Iphone, ti riportano sulla terra, nel mondo delle relazioni virtuali, di una realtà che e’ vera solo se pubblicata su Facebook. Non ci sono meriti, non c’e’ la speranza in una vita di pace da conquistare ogni giorno scendendo il mattino presto davanti casa con le offerte  da dare ai monaci, solo il “selfie”, un attimo, una istantanea e tutto e’ finito, o meglio, quella foto è consegnata all’eternità di un server situato in lontano paradiso, una macchina che conserva la nostra foto in eterno, stupide facce distorte da smorfie assurde testimoniano come tutto, per noi, e’ banale, vuoto, privo di senso ormai.

Chiangkan e’ il simbolo di un mondo fatto a misura d’uomo che sta scomparendo per lasciare spazio ad una generazione di uomini il cui dio non e’ nato tanti anni fa, non e’ latore di messaggio di sapienza, ma e’ una macchina che li illude di poter vivere in eterno con un click.